Pippo-Civati

Sei un renziano convinto e fai di tutto per eliminare definitivamente la “c” dalla tua vita, ispirandoti a issindaho di Firenze? Pensi che il PD dovrebbe pescare più tra gli elettori del PdL che tra quelli di SEL? Ti senti bello e democratico, ma hai sempre la sensazione che qualcuno coi baffetti tiri i fili per farti ballare come preferisce? Vorresti tanto sapere che faccia ha l’Apparato, ma non hai nemmeno uno specchio in casa? I tuoi 101 preferiti non sono cuccioli di dalmata? Sei un fan di Prodi e di Rodotà, ma solo a patto che tu non li debba votare? Bene, questo articolo non fa per te. Oggi, infatti, intervisto il candidato segretario del PD alle primarie dell’8 dicembre Pippo Civati, l’anti-leader, il rompicoglioni, in poche parole, l’uomo di sinistra (e speriamo non sia l’unico).

La sinistra ha davanti a sé molti, molti ostacoli. A questo proposito, vuoi parlarci degli altri candidati alle primarie?

Preferirei non rispondere a domande riguardanti gli altri candidati, sembra quasi che tu possa pensare che non sono di sinistra come me, ma sarebbe paradossale. È come se Renzi dicesse, che so, che «occorre stare con Marchionne senza se e senza ma» o che Cuperlo, che dichiara oggi di essere la vera novità a sinistra, avesse passato i suoi anni migliori a scrivere discorsi per D’Alema. Capisci bene che tutto ciò è impensabile.

Pippo, ti candidi alle primarie, ma sarà dura sconfiggere l’attuale leader del PD. Quale strategia userai contro D’Alema?

La stessa che usò lui contro i serbi: difesa attiva.

Sei forse l’unico membro del PD che non si è già “dimenticato” della carica dei 101. Non vuoi fare nomi e lo capisco… ma almeno l’identità di Crudelia De Mon ce la riveli?

È un ruolo che ho tenuto per me, dopo che avrò vinto il congresso. Solo che i 101 (che sono anche di più) stavolta non sono teneri cuccioli di dalmata, ma furbissime “vecchie volpi” della politica. Sono un animalista convinto, ma di politici così faremo volentieri a meno.

Sì, sono un uomo, ma lasciatelo dire: i tuoi occhi azzurri sono così belli, e i tuoi capelli… Mmm… Che ne pensi dei matrimoni gay?

Che il 70 per cento delle violenze avviene nella famiglie “normali”; mi sembra stupido limitare le possibilità delle persone di volersi bene. Sono favorevole ai matrimoni egualitari, chi propone formule e nomi diversi semplicemente non li vuol fare.

Dai, torniamo seri per una domanda: aborto, diritto all’eutanasia, liberalizzazione delle droghe leggere… Molti dicono che coi problemi attuali, non è il momento per certi temi. Ma non è mai il momento per certi temi… Però tu un’opinione l’avrai, no?

Rimuovere l’importanza di questi come di altri temi è lo sport preferito della politica da molto tempo a questa parte. Si parla d’altro o si rimanda ciò che non si può o non si vuole risolvere. Ho avuto modo più volte di esprimermi su questi argomenti, e ne ho discusso anche nella mia mozione congressuale. Sono per un’applicazione completa e per la salvaguardia della 194, credo che le scelte che riguardano il “fine vita” siano scelte individuali e di libertà e come tali vadano normate. Le droghe leggere vanno liberalizzate per porre termine ai traffici illeciti, cominciando dalla regolazione dell’uso terapeutico di alcune sostanze, come peraltro alcune regioni (penso alla Toscana) già fanno in modo sperimentale.

Dici sempre di essere nato non lontano da Arcore e che quindi certi problemi li hai sentiti più da vicino. Ma il problema della prostituzione è tanto forte? Idee per risolverlo?

Attenzione: il diritto delle persone, le prostitute, a essere tutelate non va scambiato con la liberalizzazione della prostituzione così “detto e fatto”. Io non penso che “pagare per scopare” sia un valore da incoraggiare. È un inno, sì, ma di destra. In Germania hanno dei ripensamenti, con i mega complessi sorti allo scopo. In Svezia – quindi non proprio dei controriformisti accaniti – stanno multando i clienti. Insomma, le prostitute vanno protette, è giusto che possano associarsi legalmente per togliere il mare agli squali-sfruttatori, ma la prostituzione non va incoraggiata, ne deve divenire un business. Io preferisco l’amore che si conquista con le parole e la cura. Non stupisce che la Lega la pensi diversamente.

Quando si parla di spese inutili, vengono sempre fuori gli aerei da guerra, la TAV e la cosiddetta Casta. Secondo te, per limitare gli sprechi, sarà possibile utilizzare i primi per eliminare gli altri?

Ahahah… Se si alzassero dal suolo potrebbero anche essere visti come un investimento. Una spending review a 1100 km all’ora. Ma secondo me prima che riescano a farli volare ce ne vorrà…

Si parla tanto di ridurre il numero dei parlamentari. Hai qualche sistema da suggerire, senza spargimenti di sangue?

Un’idea radicale. Le preferenze!

Porcellum, Mattarellum… I nomi delle nostre leggi elettorali sono sempre stati stupidi. In ogni caso, dipendesse da te, come sarebbe il Civatellum? (E riusciresti a realizzarlo?)

Guarda, non è difficile, basta dire ai nominati dalle segreterie senza un voto loro che devono cercarsi un’altra occupazione e alle segreterie che è ora che ritornino a fare politica tra la gente, non negli uffici a porte chiuse. Certamente il fatto che non l’abbiano già votata è da attribuirsi ad una sequenza di coincidenze improbabili. Ma l’aspettiamo a giorni. Non ne parlano tutti? Il mio Civatellum è molto semplice: li chiudo come i Cardinali nel conclave: finché non hanno deciso non escono (ripensandoci potrebbero restare lì anni, però).

Alle ultime primarie, abbiamo firmato una carta d’intenti di una coalizione che si chiamava Italia Bene Comune. Almeno il problema della carta igienica nei circoli del PD ora è stato risolto… Ma il resto?

Vedi il Civatellum sopra, solo che si rischia che sia la gente a sfondare le porte e trascinarli in strada.

Affrontiamo il tema tanto dibattuto di una “sinistra di governo”. Per ora il governo c’è, mancherebbe la sinistra…

L’hai notato anche tu? E così siamo a dodici milioni: i quattro che non ci hanno votato e gli altri otto che non ci voteranno più.

Continuano a rimandare l’ipotetica data delle elezioni. Tra un po’ ci diranno che si potrebbe votare nel 2034… Ma perché, tu che fai a marzo?

Io vorrei rinunciare al mio stipendio di parlamentare e presentarmi al giudizio degli elettori. Anche i 101, ma al momento hanno un calo di voce. Ho avvisato Letta che a marzo del 2015 ho un matrimonio, io andrei subito a votare.

Concludendo, tu sei e vuoi essere la nuova sinistra, Cuperlo è e vuole essere il nuovo D’Alema, Renzi… sta cercando casa ad Arcore. Con tre scelte così diverse, perché qualcuno dovrebbe fare la tessera del PD adesso?

Perché sono vent’anni che aspettiamo un partito che ci rappresenti. O lo costruiamo adesso o hanno vinto gli altri.

Condividere è bello:

Lois-Lane-and-Superman

Non sono mai stato un accanito fan di Superman, ma ho sempre amato i supereroi, e nessuno può negare che il buon kriptoniano sia il capostipite di questa grande “famiglia”. Proprio per questo motivo, ho atteso con ansia il nuovo film L’Uomo d’Acciaio, e mi sono precipitato a vederlo nel primo giorno di uscita, con tanto di maglietta con la grande S («Non è una S!») sul petto. Perciò ora, appena tornato dal cinema, voglio parlarvi delle mie impressioni.

Piccola (ma necessaria) premessa: ho visto il film in 2D, perché sì, sono un radical-chic di sinistra che se la tira criticando ogni novità consumistica e, soprattutto, porto già abbastanza occhiali nella vita quotidiana senza che mi venga voglia di inforcarne due paia contemporaneamente davanti ad un film che aspetto da mesi.

Trama

Lois: «Cosa significa la S?»
Clark: «Non è una S. Nel mio mondo significa “speranza”».
Lois: «Qui è una S».

La trama de L’Uomo d’Acciaio gira intorno alla nascita del supereroe, dalle origini aliene (più approfondite che in qualsiasi altra pellicola passata), ai vari traumi giovanili, fino al pieno compimento della sua formazione al termine del film. Mai prima, come in questo film, veniva ricercata e rimarcata l’importanza dei due padri dell’eroe, che qui diventano a tutti gli effetti co-protagonisti al fianco di Clark.

Immagino che tutti conosciate la storia di Superman (altrimenti vergognatevi della vostra infanzia triste e infelice), e non voglio certo svelarvi quelle tante “piccole” novità che potrebbero rendere più divertente la visione della pellicola. Una cosa è certa: i fanatici che vorrebbero tutto fedelmente identico al fumetto classico rimarranno scontenti, mentre chi è più aperto di vedute potrà trovare interessanti le scelte prese dal regista (Zack Snyder) e, alla fine (ma proprio alla fine), non rimanere comunque deluso.

L’unica vera critica alla trama (che mi ritrovo a fare ad un numero sempre crescente di film) è la durata: per questa storia bastavano (e avanzavano) due ore, il voler portare tutto a 143 minuti, rende la pellicola un po’ lenta e prolissa.

Voto: 7

Personaggi

Con un cast degno di un colossal (e probabilmente un film su Superman vorrebbe esserlo), i personaggi sono tutti ben costruiti e delineati psicologicamente nei limiti dei loro ruoli. Per questioni di spazio, parlerò solo degli indispensabili, ma andrebbero citati anche tutti i personaggi con ruoli minori, perché tutti scelti e interpretati con cura.

Superman/Clark Kent/Kal-El (e poi mia madre si lamenta di chiamarsi Cristina Caterina Rosalia), interpretato dal bravo (e figo) Henry Cavill, non è il classico personaggio a cui eravamo abituati: è evidente che il Clark di Smallville e i vari Spider-Man hanno influito non poco sulla caratterizzazione della sua adolescenza. Detto questo, è probabilmente il Superman più umano e a cui ci si può più affezionare di tutta la storia cinematografica del kryptoniano, paragonabile solo al primo interpretato da Christopher Reeve. Cosa? Brandon Routh? E chi è?!

Voto: 7

Lois Lane, interpretata da Amy Adams, già apprezzata in un numero infinito di pellicole, assume finalmente quel ruolo di reporter d’assalto un po’ incosciente e coi controcazzi che deve avere Lois, abbandonando quello affibbiatole per anni di damigella in pericolo. In questo caso, la Adams supera di gran lunga la già brava Margot Kidder, e annulla completamente l’inutile Kate Bosworth.

Voto: 7

Per quanto riguarda i due padri di Clark, Jor-El e Jonathan Kent, interpretati rispettivamente daRussel Crowe e Kevin Costner, è una battaglia all’ultimo sangue: due colossi del cinema gareggiano apertamente per aggiudicarsi il ruolo di Padre dell’Anno 2013, solo per giungere ad un prevedibile pareggio. Nei film passati, in cui furono interpretati da altre due grandi icone come Marlon Brando e Glenn Ford, non fu dato loro abbastanza spazio per esprimersi al meglio, qui invece sono entrambi essenziali e indispensabili alla formazione di Clark e alla buona riuscita della pellicola.

Voto: 8

Il generale Zod, interpretato da Michael Shannon, è secondo me il meno convincente, seppure la caratterizzazione dell’attore sia buona. Il cinema ci ha abituato a film di supereroi in cui il cattivo è un personaggio affascinante interpretato spesso dall’attore migliore della pellicola. Basti pensare al Goblin di Willem Dafoe, al Dottor Octopus di Alfred Molina, al Magneto di Ian McKellen, o al Ra’s al Ghul di Liam Neeson. Questo Zod non può competere con nessuno di loro per fascino, magnetismo o dialoghi. Spiace solo constatare che la colpa, probabilmente, non sia dell’interprete.

Voto: 5

Effetti speciali

Un errore comune, a parer mio, nel commentare o giudicare gli effetti speciali di un film, sta nell’analizzarne soltanto la qualità e mai la quantità. L’Uomo d’Acciaio è un film con un sacco di bellissimi effetti speciali. Ma davvero un sacco. Anzi, diciamolo, troppi! Decine di edifici distrutti che crollano, esplosioni continue, almeno cinque camion lanciati a mani nude, e gente che viene scagliata attraverso muri di cemento in continuazione. In aggiunta a tutto questo, almeno una decina buona di scene inutili inserite soltanto per rendere in 3D. Ripeto, tutti effetti visivi bellissimi, ma ridurli del 50% avrebbe reso il film migliore (e più breve).

Voto: 5

Musiche

Io di musica non me ne intendo troppo, ma apprezzo quando in un film è presente con eleganza, senza che la si noti, senza che prevalga su tutto il resto. Crea atmosfera, dà più impatto alle scene, ma non prende mai il sopravvento sui dialoghi o sulla trama. E non è un caso, credo, se quando mi accorgo di apprezzare particolarmente le scelte musicali di una pellicola, veda poi comparire nei titoli di coda il nome di Hans Zimmer.

Voto: 7

Giudizio Finale

L’Uomo d’Acciaio è sicuramente un bel film, girato e recitato bene, con ottimi spunti di riflessione (un po’ sempre gli stessi dei supereroi, ok, ma il loro ruolo è quello!) e frizzanti idee per modernizzare un personaggio che dal 1938 portava le mutande sopra ai pantaloni. Ha però una grave pecca: la lunghezza non dovuta dalla quantità di eventi da narrare, ma dalla ferma volontà di fare un film lungo. Con una scelta più accurata delle scene e, di conseguenza, almeno una ventina di minuti in meno di pellicola, lo avrei valutato sicuramente di più. Tuttavia, il fatto che l’unico difetto a mio parere riscontrabile sia questo, dimostra come in sostanza lo reputi un bel film, che consiglio caldamente di vedere sia agli amanti del personaggio (non siate bacchettoni, è un Superman “nuovo”!), sia a chi non lo ha mai considerato troppo (coraggio, è un Superman “nuovo”!)

Condividere è bello: