Oh-mio-Dio

Quando si parla di YouPorn è facile cadere nel tranello e pensare che chiunque lo usi sia un porco, un pervertito o un parlamentare annoiato. In realtà esistono molti modi, più o meno creativi, per sfruttare a nostro vantaggio questo potente strumento che la rete ci mette a disposizione.

Ecco giusto 5 semplici consigli per risolvere situazioni fastidiose con l’aiuto del porno gratis sul web:

  • Di sicuro sarà capitato anche a voi: siete in ufficio, non avete nulla da fare e vi ricordate di quel video divertente coi gattini, o vi viene voglia di guardare il balletto classico su YouTube, o (perché no?) di fare qualche ricerca su Google riguardo a quella bella sagra dell’uncinetto di cui avete tanto sentito parlare. Proprio sul più bello i vostri colleghi cominciano a sbirciare e a prendervi per il culo. Ecco perché è sempre il caso di tenere una finestra aperta su YouPorn, pronta da aprire nel caso arrivasse qualcuno. Non vorrete mica passare per una “femminuccia”, vero?
  • Ieri il vostro vicino di casa ha dato una festa, ha fatto casino fino alle 3 di notte e, come se non bastasse, stamattina se ne è vantato sproloquiando sull’ottima musica, sull’ottimo cibo e sulle ragazze da urlo che c’erano. Sarebbe persino stato divertente se vi avesse invitato, non trovate? Ma non preoccupatevi: stasera, dalle ventuno fino alle quattro passate, metterete a tutto volume qualche video di YouPorn ben selezionato. Può valere la pena di saltare un’altra notte di sonno, per potersi vantare domani mattina… e le occhiaie renderanno più verosimile la vostra storia!
  • Avete presente quel collega che arriva tutti i giorni in ritardo, spesso già mezzo ubriaco, toccando il culo alle colleghe e lasciandovi sempre tutto il suo lavoro da sbrigare perché in realtà non è in grado di svolgerlo nemmeno quando è sobrio? Ecco, sarebbe davvero una disdetta se gli dovesse arrivare una mail urgente con un link da aprire al più presto, e questo link dovesse portare ad un video sadomaso su YouPorn, proprio mentre il vostro capo sta attraversando il corridoio, non pensate?
  • Ogni volta che quell’anziana zia viene a farvi visita inizia a curiosare: «Cosa fai al computer?», «Ti dispiace se guardo?», «Ma cosa ci trovi di così interessante in questo internet?». Ecco, è proprio in quel momento che dovete lanciarle un sorrisone e dirle: «Vieni zia, ti faccio vedere!»
  • Non avete alcuna idea politica, ma vorreste tanto sedere in Parlamento per lo stipendio da sogno e tutti i privilegi che ne conseguono? Siete disposti a vendervi senza remore a chiunque vi permetta di realizzare questo sogno? Ad Arcore c’è un signore anziano su cui farete sicuramente colpo se sarete in grado di raccontargli con trasporto un’intera categoria di YouPorn. Se invece ambite a ruoli prestigiosi, magari a una poltrona da ministro, non dimenticate i particolari più pruriginosi!

P.S. Se avete cliccato sul link di YouPorn, avrete sicuramente avuto quello che vi meritavate. Se non lo avete ancora fatto, siete dei bravi ragazzi: continuate così.

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Emoji

Dalla loro prima comparsa, le emoji hanno subito svariati cambiamenti sia nella grafica che nell’utilizzo. Da semplici combinazioni di segni interpuntivi (emoticon) a sempre più elaborate faccine, spesso con tanto di animazione.

C’è chi le ama e chi le odia. Chi sostiene che siano l’unico modo per evitare fastidiosi fraintendimenti in chat, chi è convinto che potrebbero essere la causa della prossima guerra mondiale.

Come sempre, la verità sta nel mezzo, nell’uso moderato, e nell’intelligenza dell’utilizzatore. Proprio come una pistola, sono innocue finché qualcuno non le sfodera.

Ecco, per esempio, 3 casi in cui le simpatiche faccine potrebbero tornare comode…

1. L’uso delle emoji è consigliato qualora si volesse stroncare velocemente una conversazione. Ottimo, per esempio, quando qualcuno vi cerca come spalla su cui piangere: una faccina triste o un bel sorrisone come risposta, possono assolvere il compito di mille parole.

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2. L’uso delle emoticon è praticamente obbligatorio ogni qual volta si dica qualcosa di particolarmente sgradevole al proprio interlocutore. Con la giusta selezione e un po’ di pratica, potrete scrivergli qualunque cosa

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3. In una chat tra innamorati, l’uso di emoticon può rendere più intimo e “coccoloso” il contesto. Certo bisogna stare attenti al diabete, che è sempre dietro l’angolo… insieme all’idraulico!

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Virality

Un concetto sempre più essenziale per il successo nella comunicazione 2.0 è quello di viralità, ovvero lo sfruttamento della (supposta) capacità comunicativa di un ristretto numero di soggetti, per trasmettere un determinato messaggio al più alto numero possibile di utenti (no, tre non è sufficiente).

La parola stessa, “viralità”, richiama il contagio, ma niente paura: per quanto possa dare dipendenza ed essere considerata una malattia, non è assolutamente letale! Non a caso, i libri di testo preferiscono accostarla al concetto di passaparola, piuttosto che a quello di epidemia. Ma il nostro obiettivo, invece, è proprio quello di lanciare un contenuto che si diffonda velocemente e in modo inesorabile, come una vera pestilenza. (Sì, sto volutamente dando un tocco di ottimismo e allegria al tutto…)

Premesso che la gran parte dei contenuti veramente virali nasce per pura casualità, vi elencherò alcune elementari caratteristiche che garantiranno al vostro articolo di diventare virale velocemente e senza ulteriori difficoltà.

  • Divertente — Un contenuto che faccia ridere e distrarre dai problemi quotidiani, viene condiviso più frequentemente, col desiderio di regalare momenti di spensieratezza anche ad amici e conoscenti. Gli stessi che hai accoltellato alla schiena la sera prima, magari.
  • Incredibile — Un contenuto talmente sensazionale da stravolgere le leggi della normalità, diviene virale più facilmente, in quanto emerge il desiderio di condividere la sensazione di incredulità con altri. I quattro Vangeli sono tuttora l’esempio più calzante e riuscito di viralità dell’incredibile.
  • Emozionante — Un contenuto che sappia toccare l’emotività e il lato più sensibile delle persone, ottiene spesso un’immediata ondata di approvazioni e condivisioni del tutto spontanee, dettate direttamente dalle corde più profonde dei fruitori. Quindi non vi stupite se il vostro trattato di economia non se lo caga nessuno, ma vi trovate la bacheca di Facebook infestata di foto di cuccioli, di gattini e di cibo.
  • In linea con le idee del fruitore — Un contenuto che rispecchi la visione del mondo del fruitore, magari espresso nel modo migliore possibile, tende a essere condiviso più facilmente, soprattutto con altre persone che la pensano in modo simile. Funziona benissimo nelle community del Movimento 5 Stelle, così come in quelle del Partito Democratico. Poi basta condividere con la persona sbagliata e parte il linciaggio digitale.
  • Capace di far pensare — Un contenuto, anche banale, che faccia riflettere su grandi questioni della vita, viene condiviso più facilmente, in quanto considerato prezioso e potenzialmente utile anche ad altri. Ne sono un esempio le citazioni di Oscar Wilde, ormai conosciute da tutti a memoria, ma impossibili da leggere senza la tentazione di condividerle. Si sa, «posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni».
  • Controcorrente — Un contenuto che esprima idee opposte a quelle main-stream, o che voglia svelare segreti e informazioni nascoste dall’informazione convenzionale, ha un potenziale fortemente virale, dettato dalla sfiducia e dalle manie del complotto sempre di moda. Tipiche soprattutto nei soggetti con un chip alieno nel cervello, controllabile a distanza attraverso le scie chimiche.
  • Drammatico — Un contenuto relativo a storie di ingiustizie sociali, drammi personali, o grandi sofferenze, è incredibilmente virale. L’impotenza del fruitore e la grande emotività trasmessa, spingono a condividere, nella convinzione che più ampia sarà la conoscenza del problema, più rapida arriverà la soluzione. Ma attenti a non esagerare in questo modo: «Sono nato senza gambe né braccia e cresciuto dalle mie due mamme lesbiche, una di colore e l’altra ebrea. Ora la mia cagnetta cieca ha fatto i cuccioli, e cerco disperatamente qualcuno che li prenda, per non doverli gettare in mezzo all’autostrada con l’auto in corsa. Scrivetemi!»
  • Imbarazzante per qualcuno — Un contenuto relativo a situazioni imbarazzanti, specialmente se legate a persone famose o di potere, ha un buon grado di viralità, in quanto riporta i protagonisti su un piano umano, più vicino a quello del fruitore. Ottimi esempi sono la foto di una pop star con un dildo incastrato nell’ano, o quella della moglie del capo nel vostro letto ieri sera.
  • Vantaggioso — Un contenuto che prometta, a chi partecipa o lo condivide, un premio ad estrazione, una certa visibilità, o un piccolo omaggio, può diventare notevolmente virale, giocando sul carattere prettamente consumista dell’utente medio, che sembra non conoscere confini: si narra di una campagna in cui veniva promesso un pezzo di carta igienica usato, che raggiunse gli otto miliardi di contatti.
  • Opportunista — Un articolo sulla viralità stessa, che insegni ai lettori i modi migliori per ottenere i massimi risultati, senza averne la più pallida idea ma dando l’impressione di sapere ciò di cui si parla, ha ottime probabilità di diventare virale. E voi, a proposito, cercate di non smentirmi…
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